Ruggero LENCI

VULTUS URBIS

XXII/A

Ideazione e cura di Marina TORNATORA

Le città hanno volti – Vultus urbis

 In città ogni edificio ha un volto,

Vultus Urbis dalle cento orecchie e dai cento occhi,

tutti protesi ad ascoltar, scrutar 

ciò che accade nei vicoli, nelle piazze…

Talvolta i palazzi si ammiran tra loro, 

13altre si detestano.

Convivon con le strade, le carrozze,

i marciapiedi, gli alberi, i lampioni

ospitando sui generosi solai l’operosità delle genti.

Le città hanno volti!

Ruggero LENCI,  VULTUS URBIS, 2017

Marzo 2020

 I palazzi hanno occhi 

I palazzi vedon l’uscio aperto 

e chiuso a intermittenza,

il transitar degli inquilini

e il sali-scendi dell’ascensore nelle scale.

La famigliola vedon che al mattino a scuola va,

e il vecchio al mercato del pesce. 

Non v’è cosa che i palazzi non vedan.

Le persiane sono palpebre socchiuse

sempre attente allo scrutar,

una presenza, un’assenza, un’invadenza, 

un’ambasciata, un esattore, un postino, un abuso,

un amante.

I palazzi hanno occhi!

I palazzi hanno orecchie 

I palazzi odon i tacchi delle signore

risuonar sui solai 

e diffondersi nei muri,

lo starnutir dello straccio sul pianerottolo,

il rimbombo dei passi del generale 

nello scender le scale,

l’abbaiar dei cani,

le sirene,

il gol.

I palazzi hanno orecchie!

I palazzi hanno olfatto

Al mattino l’aroma del caffè 

si sprigiona dagli usci delle dimore

e profuma la scala che cessa di dormir.

A mezzogiorno le sue mura affamate

già divoran il soffritto del sugo pippiante.

Nel pomeriggio i palazzi accarezzano la merenda,

e alla sera con le famigliole riunite

assaporan la cena e il calice del buon rosso.

I palazzi non sono solo cemento e mattoni,

impregnati di sapori speziali

posseggon molecole educate

che rivelano un’anima

impensabile all’architetto.

I palazzi hanno olfatto! 

I palazzi hanno gusto

Dalla cucina il gusto 

si irradia nelle sale da pranzo

imbandite di cibi,

nutrendo con prelibatezze anche il grande ventre 

dei palazzi, solo apparentemente inanimati.

Gioiosi di dar dimora a famiglie serene,

nell’intimità della notte condividon 

l’amplesso di appassionati amanti.

I palazzi hanno gusto!

I palazzi hanno tatto

I palazzi ti toccan quando apri una porta,

quando ti accosti a un muro o a uno stipite.

Soffron quando rimuovi un tramezzo,

e un po’ anche quando appendi un quadro.

I palazzi hanno arterie che riforniscon 

d’acqua e luce rubinetti e lampade, 

e vene che scaricano acque vecchie.

I palazzi son delicati

nel celebrare il ruolo di dimora, 

ricovero, pensatoio,

consentendo il convivere.

I palazzi hanno tatto!

Maggio 2020

 La città brucia

 Un incendio immaginato

un momento di dolore

un fuoco interiore

un territorio inabitato.

La città è alla selva

mentre l’uomo chiuso in casa

come pianta che s’invasa

pensa al tempo che si evolva.

Solo cenere rimane

se all’opra non si torna

riprendendo quell’ingegno

che ci è stato fido legno

come il pane che si sforna

con le nostre nude mane.