Carmelo BAGLIVO

LA CITTÀ DELL’ESCLUSIONE – MEGA-COMUNITÀ

III/A

Ideazione e cura di Marina TORNATORA

L’egoismo è la legge prospettica della sensibilità, secondo la quale ciò che è prossimo appare grande e pesante: mentre in lontananza tutte le cose perdono grandezza e peso.Friedrich Nietzsche, La gaia scienza

La pandemia ci fa riflettere su cosa può succedere alla città. L’architettura, disciplina positiva e ottimista, è di fronte alla perdita del suo principale utente: l’uomo. Agire può significare ripensare modelli urbani che seguono i principi dell’esclusione. La città dell’esclusione costruisce mega-comunità, che sono edifici ad alta densità che s’innestano nel tessuto storico. Le facciate degli edifici esistenti non hanno più finestre e sono dei muri chiusi. L’attacco a terra è un basamento muto dove non ci sono relazioni con gli spazi esterni. Da questi basamenti svettano torri che sono il rifugio sicuro degli abitanti.

Gli innesti penetrano all’interno degli edifici storici organizzando spazi con diverse funzioni che collegano i vari livelli, sino ad arrivare nei basamenti. Le mega-comunità hanno dei grandi recinti quadrati che proteggono la città pubblica orizzontale, sono limite invalicabile, mura di difesa dalla pandemia. I recinti rappresentano i luoghi da cui ripartiranno nuovi scenari futuri verso il ritorno di città dell’uomo, libero dalle paure.

Carmelo BAGLIVO, LA CITTÀ DELL’ESCLUSIONE,
(collage digitale, 2020)

Carmelo BAGLIVO, INNESTO ROSSO,
(collage digitale, 2014)