Antonello MONACO

LA STRUTTURA SOTTESA

XIX/A

Ideazione e cura di Marina TORNATORA

L’isolamento indotto può comportare la riscoperta della propria dimora. Nella vita reclusa e nel tempo svuotato si può tornare a centrare il proprio sguardo su ciò che si è sempre avuto sotto gli occhi e che pure non si vedeva più. La casa, spazio di accumulazione di oggetti e di segni, accoglie la vita e la organizza. Il sottile equilibrio che tiene insieme le cose nella casa traspare oggi con maggiore evidenza e restituisce i segni di necessità date per scontate, fino a diventare invisibili, seppure profondamente radicate nella vita di ognuno di noi.

Un’architettura “di struttura” garantisce l’ordine e, insieme, permette la deroga, la libertà, l’avventura. La struttura sottesa, a Via Morelli, si pone come guida, a supporto di occupazioni e accumulazioni successive, parziali, mutevoli, plasticamente o spazialmente conformate, storicamente parlanti, geograficamente caratterizzate, eppure tutte ugualmente sostenute da quella regola invisibile. La struttura è ciò che giustifica la disposizione delle parti e che stabilisce le loro relazioni reciproche, i loro accostamenti e i loro distanziamenti. Senza la struttura, la babele di segni, stili, dialetti, per quanto elevati singolarmente ed esteticamente convincenti, confluisce nell’incomunicabilità e nel caos.

Antonello MONACO, LA STRUTTURA SOTTESA, 2020